Allevamento amatoriale del gatto siberiano in variante classica e neva riconosciuto A.f.i. - W.c.f .
Il giorno della festa della mamma sono nati 5 cuccioli....
La passione per i Siberiani è iniziata da bambina quando ho conosciuto loro......
I piu' bei siberiani del mondo!!
World Champion RU* Gr.Eu. Ch. PADISHAH LASKOVIJ ZVER allevamento taiga, papa' di Kleopatra
Abbiamo scelto i nostri gatti per la bellezza, per la salute e per il carattere; linee classiche e neva proprio per creare nuove colorazioni che in alcune genealogie non erano presenti.
quendolina romanova all.to newskyj's e world ch.fijodor della niva
Oltre alla bellissima Quendolina Romanova e il meraviglioso Fijodor, nei prestigiosi pedigree dei nostri gattoni troviamo anche altri bellissimi e importantissimi gatti: Georgey Amourski, Iwanka Nordlicht, Padishah Laskovij zver, Katov Fjodorovich, Fialka Iz Odissei, Cassandra Nevada, Glinka Feodorovna Veseluska, Fiona Snow Fantasye, Anfisa, Arif z Kufra Carycy*PL, Elisey Zhemchung Nevy, Rosskoye Chiudo, Rossity Knyazhana,Iolanta nevada,Rossity Taras, Fiorella della Taiga,Jandoxia chingi-tura, Maronov Adrian of moskvasibcat.
Dopo molte ricerche nel 2008 finalmente ho coronato il mio sogno ed è arrivata la mia prima micia siberiana.
lenya anima siberiana
Il nostro è un all'evamento famigliare e rispettoso della salute psicofisica dei nostri gatti.Tutti i nostri "bambini" vivono a stretto contatto con noi, dormono con noi e fanno parte della nostra vita a 360°, cerchiamo di educarli al meglio, ma soprattutto rispettiamo lo standard e non pratichiamo accoppiamenti in consanguineita' stretta anche se tutti i nostri gatti sono testati hcm, pkd, fiv e felv.
Le origini e il carattere del Gatto Siberiano
Questa razza,originaria della Siberia, si sarebbe svilupata per adattamento ai climi freddi, diventando quindi di grande stazza con pelliccia fitta, con piedi protetti da ciuffi di pelo, coda lunga con pelo abbondante.
Nel 1989 Hans e Betty Shultz, riscoprirono la razza in un mercato di animali a Mosca e ne importarono alcuni esemplari da San Pietroburgo fondando l'allevamento "Newskij's". La Fife riconobbe la razza nel 1996.
Il siberiano è un gatto con temperamento ancora molto naturale, è piuttosto attivo. In famiglia è affettuoso e socievole ma mai invadente e abbastanza indipendente;proprio per la forte territorialità e il carattere deciso sembra che i coloni lo usassero come gatto "da guardia".La selezione moderna tende ad addolcirne il carattere; nonostante tutto è indispensabile fornire ai gattini contatto fisico e affetto.
E' un ottimo cacciatore, non teme il ferddo e gradisce gli spazi aperti.
E' un gatto molto forte robusto e longevo, non ha bisogno di molta abilità nella toelettatura, è importante abituarlo fin da piccolo a essere manipolato e spazzolato, almeno una-due volte a settimana, piu' spesso nei periodi di muta, nei quali diventa un gattone a pelo praticamente corto.Inoltre si ricorda che il siberiano è l'unica razza IPOALLERGENICA naturale, e viene usato anche in ambito ospedaliero per la PET THERAPHY (fondo pagina)
La proteina Fel d1...
Il gatto produce otto proteine differenti che provocano allergia nell'uomo. Nel 1979 Ohman di Boston isolò il maggiore allergene "Fel d1" (Felis domesticus) capace di provocare reazione allergica nell'85% dei pazienti sensibili. Questa glicoproteina è costituita da due sottounità di trentacinque aminoacidi ciascuno; è molto volatile perché nel 75% dei casi ha un diametro di 10 micron e nel resto fino a 5 micron. Il tasso di produzione della proteina Fel d1 è controllata dal testosterone ed è importante nell'ambito dei feromoni, in particolare viene emesso dalle ghiandole sebacee, salivari e anali; il muso ne è particolarmente ricco. Nel gatto sterilizzato la percentuale decresce. La presenza del gatto nelle nostre case e il loro contatto con le persone fa sì che l'allergene venga veicolato in giro per il mondo, quindi si trova abbondantemente anche nelle scuole, sui mezzi pubblici... Non è ancora stato stabilito se l'allergia sia scaturita dalla sensibilizzazione all'allergene dovuto all'esposizione oppure se si è geneticamente predisposti. Una volta che l'allergico ha sviluppato la sua malattia ogni esposizione all'allergene ne provoca i sintomi. L'allergene resta nei luoghi in cui ha vissuto un gatto per molto tempo anche per più anni. In uno studio è stato dimostrato che i bambini messi a contatto con l'allergene durante il primo anno di vita sono meno soggetti a riniti allergiche all'età di 7-8 anni e di asma a 12-13 anni rispetto agli altri. È stato dimostrato che bambini esposti a livelli troppo bassi di allergeni sono a rischio per sensibilizzazione e sintomi di asma. È stato dimostrato che solo il 30% degli asmatici ha una reazione allergica al gatto. La FelD1 felina è la proteina che causa l’allergia nell’uomo. Viene prodotta dalle ghiandole sebacee della pelle del gatto e si trova anche nella sua saliva che si deposita sul pelo mentre si lecca. Quando il pelo si asciuga la proteina si volatilizza nell’aria ed entrando in contatto con l’allergico scatena le classiche reazioni. Quindi non è, come comunemente si pensa, il pelo del gatto la causa dell’allergia ma la proteina contenuta nella sua saliva! Normalmente i gatti maschi hanno una maggior produzione di FelD1 rispetto alle femmine. Il Gatto Siberiano produce una quantità minore di questa proteina. Per Il 70-90% delle persone allergiche al gatto sarà possibile vivere con un Gatto Siberiano. Il gatto comune produce circa 63,000 microgrammi di FelD1, invece si stima che la femmina del Gatto Siberiano produce circa 200 microgrammi di FelD1 per grammo.
Test sulla presenza di FelD1 nel gatto effettuati su campioni di pelo
Questi test sono stati effettuati a Dicembre 1999 dal laboratorio "Indoor Biotechnologies" in Virginia (1216 Harris St, Charlottesville, VA 22903) per verificare la quantità di FelD1 prodotta da alcuni gatti tra cui il Gatto Siberiano.
Questi sono i risultati ottenuti:
maschio di gatto comune, neutro: 62.813 mg
maschio di Gatto Siberiano, neutro: 2.001 mg
femmina di Gatto Siberiano, neutra: 205,50 mg
Questo indica che il Gatto Siberiano ha una produzione molto inferiore di FelD1 rispetto al gatto comune, le femmine neutre ne hanno ancora meno dei maschi.
Lo standard del Gatto Siberiano
Standard A.F.I. - W.C.F
| La Testa |
La testa è corta e larga, zigomi ampi, muso arrotondato e il mento leggermente arrotondato. La fronte è leggermente arcuata. Il naso è altrettanto ampio dalla base al tartufo. I contorni sono leggermente arrotondati, il profilo leggermente curvo. Orecchie: sono di media grandezza, larghe alla base e punta leggermente arrotondata. Sono ben distanziate e leggermente inclinate in avanti. Occhi: sono grandi, leggermente ovali e arrotondati sul bordo inferiore, con taglio leggero e ben distanziati. Il colore degli occhi deve corrispondere al colore del mantello. Tutte le sfumature dal giallo-dorato a verde è consentito. Nel bicolore e altre varianti con il bianco sono ammessi gli occhi blu o anche impari. La colorazione azzurra il più intense possibile. |
| Il Corpo |
Il corpo è di medie o grandi dimensioni è muscoloso e pesante. Le zampe sono muscolose e di media lunghezza. I piedi sono grandi, compatti e rotondi
con ciuffi in punta. La coda arriva fino alle scapole, è leggermente affusolata e folta. Il collo è corto e solido.
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| Il Mantello |
Il pelo è di media lunghezza. Il sottopelo molto denso è soffice e fine, più spesso nella parte superiore. Il denso mantello nella parte superiore è
idrorepellente e ha una solida struttura, ferma al tatto e lucido. Esso copre completamente la schiena, i fianchi e la parte superiore della coda. Le parti sotto del corpo e la
parte posteriore delle zampe posteriori hanno solo sottopelo. Il pelo è particolarmente lungo sul collo, sul petto, sui pantaloni e sulla coda.
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| Le colorazioni |
I colori del Chocolate e Cinnamon, così come la loro diluizione (lilac e fawn) non sono riconosciuti in qualsiasi combinazione (bicolore, tricolore,
tabby). Tutti gli altri colori e combinazioni sono riconosciuti. Qualsiasi quantità di bianco è permessa.
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PET THERAPHY, UN VALIDO AIUTO
Con un decreto legislativo, è stata riconosciuta ufficialmente la cosiddetta 'Pet Therapy', all'interno del Servizio
Sanitario Nazionale.
Tale decreto non rappresenta solo un importante riconoscimento del valore terapeutico dell'animale, peraltro già noto da tempo, all'interno di programmi ben definiti, ma abbatte anche numerosi
vincoli pratici e pregiudizi, che impedivano il loro accesso in ospedali, istituti e case di riposo.
Le origini
La 'Pet Therapy' nasce nel 1953 in America, ad opera dello psichiatra Boris Levinson. Mentre lavorava con un bambino autistico, si rese conto che il suo cane gli offriva la possibilità di
proiettare le proprie sensazioni interiori, costituiva un'occasione di scambio affettivo, di gioco e rendeva più piacevole le sedute. Nel 1961 coniò il termine 'Pet Therapy', oggi sostituito in
italiano, più propriamente, da Terapie Assistite dall'Animale (TAA). L'espressione Pet Therapy, infatti, viene utilizzata per indicare i programmi di addestramento del comportamento animale. La
Terapia Assistita dall'Animale (TAA) è "un intervento che ha obiettivi specifici predefiniti, in cui un animale, che risponde a determinati requisiti, è parte integrante del trattamento. La TAA è
diretta da un professionista con esperienza specifica nel campo, nell'ambito dell'esercizio della propria professione". Ad essa si affiancano le Attività Assistite dall'Animale (AAA), "interventi
di tipo educativo, ricreativo e/o terapeutico, che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Gli interventi di AAA possono essere erogati in ambienti di vario tipo, da professionisti
opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, con animali che rispondono a determinati requisiti".
Per chi?
Coloro a cui le TAA possono arrecare dei benefici, in affiancamento ad altre forme di terapia, sono:
· persone difficoltà relazionali;
· persone in stato confusionale, ad esempio, affette da morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, demenza, schizofrenia, ictus;
· persone con disordini dello sviluppo quali: sindrome di Down, sindrome fetale da alcool, paralisi cerebrale, autismo, iperattività, deficit da attenzione;
· persone con disabilità fisiche quali: morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, sclerosi multipla, distrofia muscolare, ictus, spina bifida;
· persone con difficoltà di parola legate, ad esempio a: sclerosi multipla, disordini dello sviluppo, ictus, problemi di udito, depressione, paralisi cerebrale;
· persone con problemi di udito, che può indurre un forte senso di isolamento;
· persone con problemi di vista, nelle quali alcune modalità sensoriali, quali udito e tatto, risultano maggiormente sviluppati, per compensazione;
· persone con disturbi psichiatrici, quali: depressione reattiva e/o endogena, schizofrenia, disordini alimentari, disturbi di personalità;
· individui che hanno subito deprivazioni sensoriali;
· malati terminali;
· bambini;
· anziani
... Ma non per...
Le TAA non sono consigliabili:
· quando la presenza di un animale induce la competizione all'interno di un gruppo;
· per persone con ferite aperte o con deficit del sistema immunitario;
· per persone con disturbi psichiatrici, che li porta ad essere violenti;
· nel caso di fobie specifiche nei confronti degli animali
Ad ogni modo, tuttavia, è necessario valutare la personalità sia dell'animale, sia del potenziale utente, e la patologia di quest'ultimo, in modo da favorire un adattamento reciproco.
Meccanismi d'azione
Le TAA sono finalizzate ad un miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui sono dirette. Non si propongono come metodo unico, infallibile, né in sostituzione ad
altre forme di terapia, bensì in affiancamento ad esse. La prescrizione, la progettazione e l'attuazione di un simile intervento richiede la presenza di una équipe multidisciplinare, a seconda
del paziente e della patologia da trattare.
I meccanismi d'azione fondamentali di questo tipo di inetrevento sono:
il rapporto uomo-animale, affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l'abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco;
la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta.
la stimolazione mentale: che si verifica grazie alla comunicazione con l'altro, alla rievocazione di ricordi, all'intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;
il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;
l'elemento ludico, cioè il gioco e il divertimento, che portano benefici psicosomatici. Le persone, tramite esso, possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma;
la facilitazione sociale: la presenza di un animale, spesso, costituisce un'occasione di interazione con altre persone;
la responsabilità: proporzionale alla propria età e alle proprie possibilità, nella cura di un eventuale animale di proprietà;
l'attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano, e, comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno, in seguito, essere anche trasferiti ad altri individui;
l'empatia: la capacità di identificarsi con l'animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;
l'antropomorfismo: l'attribuzione di alcune caratteristiche umane all'animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno;
il senso di comunione con la natura.
(Anna Fata dica33.it)
Fonti
Ballarini G. Animali amici della salute. Curarsi con la pet therapy, Xenia ediz., 1995
Banks M.R. e W.A. Banks The effects of animal-assisted therapy on loneliness in an elderly population in long-term care facilities. J Gerontol A Biol Sci Med Sci 2002 Jul; 57(7): 428-32
Cole K.M. e A. Gawlinski. Animal-assisted therapy: the human-animal bond.
AACN Clin Issues 2000 Feb; 11(1): 139-49
Combs A. Pet therapy and increased socialization among elderly clients. Ky Nurse 2002 Oct-Dec; 50(4): 15-6
Del Negro E. Pet therapy: un metodo naturale. FrancoAngeli, 1998
Delta Society. Handbook for Animal Assisted Activities and Animal Assisted Therapy Renton, WA, 1992
Giacon M. Pet therapy Ediz. Mediterranee, 1992
Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri
Benessere degli animali e Pet Therapy
Approfondimenti
· Delta Society
· IAHAIO - International Association of Human-Animal Interaction Organizations -
Anima Siberiana













